The long tail of CSR by Wayne Wisser
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Già era emerso con chiarezza nel survey realizzato da Fleishman-Hillard Inc nel 2007 il ruolo preponderante della Rete nella ricerca e selezione delle informazioni legate alla tematiche della Responsabilità Sociale d’Impresa.
Via Mediablog di Marco Pratellesi emerge con evidenza grazie alla ricerca pubblicata dal Pew Research Center come l’interesse del grande pubblico verso la Rete trova conferma anche su tematiche di dominio pubblico. Ciò su cui riflettere in questo contesto, oltre ovviamente agli aspetti quantitativi e “didascalici” (quanto e cosa) è la rapidità con cui il web ha guadagnato - oltre che penetrazione - anche la fiducia, bene intangibile (e volatile) per eccellenza da parte dei singoli.

Riprendo le suggestioni di cui ho rapidamente parlato nel post precedente. Molti gli spunti, tra questi provo ad affrontare il tema delle nuove regole che la crisi sta imponendo. Il tema è emerso nell’ambito del CSR Manager Network poiché si è ragionato sull’equilibrio difficile ma importante da individuare tra i benefici e i limiti che le regole possono imporre. La Responsabilità Sociale d’Impresa sposa il principio della volontarietà, non sarebbe forse opportuno prevedere un livello minimo di “assunzione di responsabilità” definito per legge? “Today a pattern is emerging. Tight credit; looming energy, food, and water shortages; and greenhouse gas emissions are high on the minds of business leaders as well as politicians. Consumers too are increasingly worried—and aware that an interconnected global economy means interconnected global problems. They hear about ice caps melting and banks collapsing in distant countries and know that all this matters to their lives, their jobs, their homes, their families. What’s more, they expect companies to help alleviate these problems. Such developments underscore the expansion of the “social contract” between business and society. The contract includes not only laws and regulations but also a growing obligation for companies to fulfill certain social responsibilities. Così un passo dell’articolo recentemente pubblicato dal Mckinsey Quarterly “Managing regulation in a new era“, il tema sembra ineludibile: le aziende si trovano costrette ad assumere un nuovo impegno a rinnovare (o a stipulare con + forte convinzione) un contratto tacito e silenzioso con i propri stakeholder, contratto il cui valore è alla base di un nuovo modello di mercato.
Ho partecipato martedì 16, per la prima volta, a un incontro del CSR Manager Network. Giornata intensa e impegnativa, ricca di spunti di riflessione ma anche di lavoro pratico (piccoli gruppi per svolgere temi specifici). Ciò che ne ho derivato, in estrema sintesi e cercando di non allontanarci dal tema, è l’emergenza del tema “comunicazione” con gli stakeholder. Ho percepito la convinzione diffusa che il recupero della fiducia, il consolidamento degli investimenti sulle tematiche della RSI, l’opportunità di una ripresa (magari accompagnata da un cambiamento di sistema/paradigma) debba passare attraverso una relazione + diretta con gli interlocutori di riferimento. Riprenderò il tema per calarlo con più cura nel contesto della Rete.
In fondo il blog si pone lo scopo di introdurre teorie ma anche iniziative tangibili. Una di queste è sicuramente il 2007/8 Corporate responsibility and sustainability report . Perché buona? Perché usando la rete riduce la necessità di stampare copie di versioni cartacee di questo documento così importante per gli stakeholder dell’impresa. Perché bella pratica … lo lascio giudicare a voi.