Archive forContributi generali

CSR e Enterprise 2.0

Your workforce can be one of your greatest assets and beneficiaries when it comes to CSR activities. Increasingly, employees are choosing to work for organizations whose values resonate with their own. Attracting and retaining talent will be a growing challenge in the future, so activities that build on core values and inspire employees are key. 

Questa citazione derivata da un recente paper pubblicato da McKinsey conferma l’idea che l’ambito di applicazione per eccellenza della Responsabilità sociale d’impresa sia la propria struttura interna. Questa (quasi) certezza apre a riflessioni nuove che però sono ben pertinenti al perimetro (e alla promessa) dichiarata da questo blog e cioè: quali relazioni tra la CSR e l’Entrprise 2.0?

Enterprise 2.0 is the use of emergent social software platforms within companies, or between companies and their partners or customers. Social software enables people to rendezvous, connect or collaborate through computer-mediated communication and to form online communities. (Wikipedia’s definition).

Se accettiamo questa definizione (e non potremmo fare diversamente visto che Andrew McAfee è riconosciuto da + parti il principale teorico del tema) allora facciamo spazio a considerazioni che vanno dall’interrogazione dei singoli aggettivi (il concetto di “sociale”) fino al ruolo dlla tecnologia (inteso come elemento di innovazione) legato alla Responsabilità Sociale d’Impresa. Ripartiamo da qui con il prossimo post.

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Your face for freedom. Contro i muri del silenzio.

Dal 12 novembre è on line il sito www.yourfaceforfreedom.org, un progetto firmato Bitmama per Lancia, main sponsor del 10th World Summit of Nobel Peace Laureates.

Si tratta di una grande iniziativa, il primo digital flash mob a sostegno della libertà della leader birmana Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per La Pace 1991, ancora prigioniera nel suo Paese. L’obiettivo dell’iniziativa è raggiungere il massimo di adesioni nel giro di pochi giorni, per questo Your Face For Freedom si rivolge a tutti, chiedendo di compiere un piccolo gesto dal grande significato simbolico: donare la propria immagine di profilo Facebook cliccando su JOIN NOW e lasciarla sul grande Wall for Freedom del sito. Poi, il 10 dicembre 2009, ogni partecipante sostituirà la foto Facebook con  quella di “Aung San Suu Kyi Free Now”,in download dal sito.

In questo modo si diffonderà simultaneamente un grande messaggio di libertà e di pace, per testimoniare la solidarietà del mondo civile e del web nei confronti di chi ancora oggi si vede negare la propria libertà.

Grazie a tutti coloro che vorranno partecipare alla causa.

Your Face for Freedom

Il 10 / 12 / 2009 la libertà avrà un solo volto.

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Come rendere efficace la comunicazione online della CSR ?

Di ritorno dopo qualche mese di silenzio (periodo intenso di progettazione per nuove iniziative, a breve aggiornamenti), riprendo da uno spunto che viene via Salter Baxter da Bowen Craggs & Co, 8 consigli pratici su come rendere efficace la comunicazione online della Responsabilità (sociale) d’Impresa.

Non riprendo i punti nel dettaglio ma segnalo come ognuno di loro enfatizza il ruolo aperto e “dialogante” della Rete che viene quindi intesa come canale di distribuzionee nel contempo quale modello innovativo di scambio e relazione in una nuova forma di stakeholder engagement.

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Enel utilizza la Rete per sostenere l’aumento di capitale

Un esempio di felice utilizzo della Rete è rappresentato dall’iniziativa di Enel che, in occasione dell’aumento di capitale, affida a Youtube parte della propria comunicazione con un ruolo diretto del proprio A.D.

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The Ethical Economy e Beeaware

Con la pubblicazione di Beeaware. social spirit of enterprise e in particolare della traduzione dall’inglese all’italiano del paper di Actics dal titolo CSR 2.0 ho avuto la possibilità di scoprire il libro (in fase di sviluppo e stesura) Ethical Economy.

Un progetto di respiro che descrive e articola i presupposti teorici di una necessaria, nuova forma di economia che affonda le proprie radici in un’eticità figlia di un modello di condivisione allargata. Ne riparleremo presto, anche con l’autore.

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Una tendenza inevitabile: dalla volontarietà all’obbligo di legge

Dal 1977 è obbligo per le aziende francesi con un numero di dipendenti pari almeno a 300 la redazione del bilancio sociale. In Gran Bretagna con il Company Act del 2006 la rendicontazione in materiale di CSR è diventato oggetto di normativa. Dal 2010 anche la Danimarca prevede un obbligo di legge, all’interno della  rendincontazione economica-finanziaria delle aziende - per gli indicatori con impatto sociale.  Si tratta di un segnale di crescente attenzione per le tematiche in ambito di Responsabilità Sociale d’Impresa ma nello stesso tempo di una spinta al ruolo della Rete come canale di diffusione delle informazioni (decisamente + “sostenibile” rispetto alle formule cartacee).

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FT + CSR + 2.0

The turning point for a new technology is when we stop talking about bits, bytes or bandwidth, and start talking about what it can really do to for business, individuals or society“. Così sul Financial Times esordisce un articolo dedicato a introdurre il processo di cambiamento che il paradigma 2.0 è in grado di portare anche in ambito CSR. L’esempio che viene presentato è lo straordinario successo del SAP Developer Network, realtà che presenta un interessante mix di strumenti e occasioni per dare spazio di crescita all’azienda e al singolo.

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Un progetto innovativo: Zoes

Un felice esempio di come la Rete (il web, Internet) e  i principi su cui si basa l’assunzione di “Responsabilità Sociale” delle imprese si incontrino in una sintesi che aggiunge valore reciproco è rappresentato da Zoes, Zona equosostenibile. Di che si tratta? Riprendo qualche passaggio della presentazione attualmente disponibile sul sito di Zoes. “Zoes nasce con l’idea di fornire servizi e informazioni a tutte le comunità di pratica, i produttori e i consumatori responsabili per ampliare il numero di persone e organizzazioni che si fanno a loro volta promotori della sostenibilità e della responsabilità sociale sul proprio territorio“.
Il progetto è promosso dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica (Sistema Banca Etica) e della Fondazione Sistema Toscana e intende impiegare la Rete nella sua accezione più contemporanea e allargata per “collegare, informare, georeferenziare, sperimentare, scambiare, partecipare” i progetti già esistenti e che sono accomutati appunto da pratiche “sostenibili”.
Zoes si propone come una piattaforma in grado di offire soluzioni ampie (dall’e-commerce al networking) facendo leva sull’efficacia e la forza innovativa della Rete che è in grado di creare le condizioni per uno scambio costante, fecondo e in continua evoluzione. Piace la metafora “fisica” che dal nome (Zona) accompagna poi la descrizione del progetto, tanto che i partecipanti all’iniziativa vengono indicati come abitanti (c’è quindi l’associazione dell’elemento valoriale a una fisicità concreta), attendo con impazienza la possibilità di essere tra i primi a diventarne membro :-)

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The long tail of CSR by Wayne Wisser

Che ne pensate? Per vedere il post sul blog oppure scaricare in formato *.pdf.

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La Rete e l’efficacia informativa

Già era emerso con chiarezza nel survey realizzato da Fleishman-Hillard Inc nel 2007 il ruolo preponderante della Rete nella ricerca e selezione delle informazioni legate alla tematiche della Responsabilità Sociale d’Impresa.

Via Mediablog di Marco Pratellesi emerge con evidenza grazie alla ricerca pubblicata dal Pew Research Center come l’interesse del grande pubblico verso la Rete trova conferma anche su tematiche di dominio pubblico. Ciò su cui riflettere in questo contesto, oltre ovviamente agli aspetti quantitativi e “didascalici” (quanto e cosa) è la rapidità con cui il web ha guadagnato - oltre che penetrazione - anche la fiducia, bene intangibile (e volatile) per eccellenza da parte dei singoli.

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